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Questo è un blog dedicato alla morte, ad ogni pensiero o aspetto legato alla stessa, ad ogni emozione scaturente da quel pensiero, ad ogni opera nata da quell'emozione.

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MadameLaMort in Necromanìa

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settembre 2007


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assassini seriali
riflessioni
scritti

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Foto_Decadent for the image.
other things is © xPandorax
puoi trovarlo su Hidden Design & TxT
martedì, 25 settembre 2007×18:45

E se si parla di morte non possiamo non parlare di serial killers.
Ho riflettuto molto su cosa scrivere,ahimè e ahinoi purtroppo l'idea di assassino
seriale diffusa tra la popolazione si discosta notevolmente dalla verità, o piu' esattamente dalle verità, essendo molte le varianti di assassini seriali,per colpa del sensazionalismo mediaticosulla cui spinta i giornalisti ci informano e per via delle storie romanzate propinateci dall'industria dell'intattenimento .Se volessi fare un discorso generale sulle varie classificazioni,teorie e scuole di pensiero avrei bisogno di aprire un blog a parte per cui mi limito,visto che si parla di morte, ad appoggiarmi alla teoria che piu' si addice a questo contesto e cioè a quanto Paolo de Pasquali - psichiatra,ricercatore presso la cattedra di psicopatologia forense dell'università La Sapienza di Roma,autore di diversi saggi ha partecipato a varie perizie psichiatriche di assassini seriali accertati o presunti tali - afferma nel suo libro "Serial killers in Italia"...e vale a dire che il punto comune a tutti gli assassini seriali è ciò che lui chiama necromania
che  non è la necrofilìa(1), non ha come quest'ultima una connotazione palesemente sessuale e non tutti gli assassini seriali sono necrofili pur essendocene non pochi ;

Il necromane è affascinato dalla morte,per esso rappresenta la bellezza assoluta,è appagante,rassicurante e tramutare in morto un vivo gli da un senso di potere e di dominio.La necromanìa è la ricerca continua di un rapporto diretto con la morte che comincia fin dall'infanzia,attraverso la raccolta di carcasse e l'uccisione di piccoli animali,cosa comune a molti bambini ma mentre i piu' abbandonano queste attività alcuni le portano avanti fino a considerare la possibilità di uccidere i propri simili per potersi rapportare con essi senza il timore di un giudizio o le difficoltà di una relazione interpersonale biunivoca,essa è la perversione dell'istinto della vita,la sua controparte patologica.E secondo De Pasquali alla base del comportamento omicidiario compulsivo,scartando tutte le motivazioni che giudica apparenti - divertimento,futili motivi,controllo del potere,guadagno personale,piacere sessuale sadico,pulizia socio-morale,e via dicendo - e a prescindere dall'attrazione per specifiche prede - anziani,prostitute,bambini - il movente principale è la necromanìa,è il motore che spinge ad uccidere e che viene filtrato dalle altre attitudini personali dell'omicida seriale o dalle parafilie - pedofilia,sadismo,feticismo,necrofilia etc - che da sole non basterebbero a giustificare un comportamento omicidiario reiterato nel tempo.

(1)Necrofilia: parafilia caratterizzata dall'attrazione sessuale verso i cadaveri.Il necrofilo riesce a rapportarsi sessualmente solo ed esclusivamente con un corpo morto.



(( Solo grazie alla morte la nostra vita ci serve ad esprimerci, giacchè finchè ha futuro, cioè un'incognita, un uomo è inespresso ))


venerdì, 21 settembre 2007×23:42

 

Era ridicolo quel piede senza scarpa, lì sul marciapiede, accanto all'altro con la scarpa di capretto nero. Era nudo, intimo. Non pareva appartenere a un morto. Maigret si allontanò e andò a raccogliere la seconda scarpa, rimasta a sei o sette metri dal corpo.

Dopo non disse più niente. Aspettava fumando. Altri curiosi si avvicinarono al gruppo, commentando a voce bassa. Poi il furgone si fermò vicino al marciapiede e due uomini sollevarono il cadavere. Sotto, il suolo era pulito, senza tracce di sangue.

"Lei ha finito, Lequex, aspetto il suo rapporto".

Fu allora che Maigret prese possesso del morto. Salì sul furgone accanto all'autista e piantò in asso tutti.

Si comportò così per tutta la notte, e per tutta la mattina seguente: si sarebbe detto che il corpo gli appartenesse, che quel morto fosse il suo morto.

da "Il morto di Maigret", Georges Simenon, gli Adelphi.



MadameLaMort | scritti | commenti

(( Solo grazie alla morte la nostra vita ci serve ad esprimerci, giacchè finchè ha futuro, cioè un'incognita, un uomo è inespresso ))


martedì, 18 settembre 2007×23:24

Un blog sulla morte...serviva proprio? Forse sì, visto che è il grande rimosso di questi ultimi tempi. La gente non si capacita di dover un giorno morire. Perfino negli ospedali la cosa viene "occultata", come un incidente. Sembriamo sempre più simili alle bestie, che credono di vivere in eterno. (Ovviamente poi ci si preoccupa solo della lunghezza della propria vita, non certo della qualità di essa: o meglio non di quella vera, ma di quella deietta che è statta spacciata, fatta passare per tale. Gran parte dei viventi per quanto mi riguarda non è nemmeno vivente. Anyway...)

da Andrea



MadameLaMort | | commenti

(( Solo grazie alla morte la nostra vita ci serve ad esprimerci, giacchè finchè ha futuro, cioè un'incognita, un uomo è inespresso ))


lunedì, 17 settembre 2007×22:47

 

 



MadameLaMort | | commenti

(( Solo grazie alla morte la nostra vita ci serve ad esprimerci, giacchè finchè ha futuro, cioè un'incognita, un uomo è inespresso ))


lunedì, 17 settembre 2007×21:54

Potrei serenamente affermare che l'unica cosa che mi interessa nella vita è la morte.

Del resto la morte è l'unico aspetto dell'esistenza, o forse più correttamente della non-esistenza, ad essere totalmente ignoto.

E' l'apoteosi del mistero. E' l'oggetto di una indagine destinata a rimanere senza risposta e che tuttavia, inevitabilmente, tutti riguarda.

Dal desiderio di sapere scaturisce in me l'attrazione verso il non noto assoluto.

Ecco perchè.



MadameLaMort | riflessioni | commenti

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